Stampa dei fogli di lavoro

Generalità

Diversamente da altri programmi, quali ad esempio gli elaboratori di testo, Excel non presenta a video in fase di elaborazione dei contenuti delle “pagine”. La dimensione dei contenuti è arbitraria, e può fatalmente estendersi ben oltre le dimensioni di un foglio A4 solitamente utilizzato per la stampa.

Se non diversamente istruito, Excel tenterà di distribuire sul supporto cartaceo tutti i contenuti presenti sul foglio di lavoro. Nel caso più estremo, a scopo di esempio, se vi fosse un qualsiasi contenuto in cella A1 ed in cella IV65000 Excel stamperebbe (su fogli) A4 49.099 pagine, delle quali solo due (la prima e l’ultima) con rappresentato un contenuto.

E’ pertanto necessaria una attenta verifica antecedente alla stampa mediante la funzionalità “anteprima”.

Una guida alle corrette modalità di stampa

Un primo passo per definire le corrette modalità di stampa consiste nel selezionare il contenuto da stampare e nel chiedere al programma di stampare la selezione. Nell’esempio seguente, ad esempio, è stata selezionata l’area contenente un rendiconto settimanale delle spese; successivamente, si è aperta la finestra di dialogo mediante il comando “Stampa…” del menu “File” :

Gli ulteriori passi da fare saranno:

Cliccare su “Selezione”, quindi su “Anteprima” per una valutazione preventiva del layout della stampa:

Excel ci fa vedere il contenuto selezionato e mette a disposizione, nella parte alta della finestra, alcuni utili strumenti:

  • Il pulsante “Zoom” consente di variare il rapporto di ingrandimento dell’anteprima:
  • Il pulsante “Stampa” consente di effettuare materialmente la stampa;
  • Il pulsante “Imposta…” consente l’impostazione dei parametri di stampa: Orientamento; Intestazioni e piè di pagina; Elementi da stampare; ecc..

Esaminiamo ora gli elementi principali sui quali possiamo agire. Si fa presente che per ulteriori informazioni è disponibile il pulsante “Aiuto”. Proporzioni: consente di ridurre o aumentare la dimensione dei caratteri in percentuale in modo da adattare il contenuto alle dimensioni del foglio; in alternativa, la seconda opzione permette di distribuire il testo, comprimendolo o allargandolo, in senso orizzontale e/o in senso verticale. Se per esempio avessimo un prospetto più largo rispetto alle dimensioni del foglio, potremmo impostare “Adatta a” ad 1 per le pagine di larghezza, e lasciare vuoto il campo “Pag. di altezza”. In tal modo Excel provvederebbe comprimere il prospetto per adattarlo alla sola larghezza del foglio.

Per esempio, immaginiamo di aggiungere al prospetto settimanale una colonna riportante la descrizione delle spese:

In questo caso, selezionando i contenuti e visualizzando l’anteprima della selezione (come fatto in precedenza), Excel distribuirebbe la stampa su due pagine:

Come ovviare ? Una prima soluzione potrebbe essere quella di variare (da verticale in orizzontale) l’orientamento di stampa:

Come si può notare, talvolta anche questa soluzione non raggiunge lo scopo, poiché la stampa verrebbe ancora distribuita su due pagine. Possiamo a questo punto ovviare all’inconveniente in varie maniere:

  1. Diminuire il fattore di zoom o in alternativa, per non compromettere la leggibilità del prospetto, imporre una formattazione con ritorno a capo nelle celle della colonna “Note”;
  2. Cercare di ridurre i margini del foglio (pulsante “Margini” e trascinamento degli indicatori più esterni):
  3. Provare, tramite il pulsante “Imposta” ad adattare la stampa ad 1 pagina di larghezza.

Quest’ultima soluzione funziona:

Nella figura si nota anche che per ridurre al minimo gli effetti negativi della riduzione delle proporzioni si è provveduto a ridurre quanto più possibile la misura dei margini.

Inserimento di intestazioni e piè di pagina

Detto dell’adattamento dei contenuti alle dimensioni del foglio, passiamo ora ad esaminare gli strumenti messici a disposizione per rifinire ulteriormente il lavoro.

Si parlerà, in particolare delle intestazioni e dei piè di pagina e dei contenuti speciali inseribili in detti elementi. Si ricorda che le intestazioni ed i piè di pagina consistono in due aree (in alto e in basso sul foglio) i cui contenuti vengono automaticamente ripetuti su ogni pagina.

Cliccando sul pulsante “Impostazioni” e successivamente su “Intestaz./Piè di pag.” avremo visualizzata la seguente finestra di dialogo:

Notiamo innanzitutto le due caselle a discesa: esse ci offrono la possibilità di inserire dei contenuti predeterminati:

Più interessante, però, è la possibilità di personalizzare le intestazioni ed i piè di pagina tramite la pressione dei pulsanti a ciò dedicati:

Le medesime considerazioni che facciamo per l’intestazione sono valide anche per il piè di pagina.

Notiamo, in particolare:

  • La presenza di tre distinte aree su cui inserire contenuti (A sinistra, centro….);
  • Poco più sopra, una serie di pulsanti che svolgono varie funzioni. Stranamente, a detti pulsanti non sono state associate descrizioni (c.d. tooltip);. se ne illustrerà pertanto il significato qui di seguito:

Un possibile risultato, ottenuto inserendo stringhe di testo, relative formattazioni, campi predefiniti e variando i margini potrebbe essre il seguente:

A questo punto saremmo in grado di procedere alla stampa direttamente dall’anteprima tramite il pulsante “Stampa”.

Impostazione dell’area di stampa

Fermo restando che le impostazioni relative ai margini, intestazioni e piè di pagina vengono salvate col documento, potrebbe essere conveniente procedere alla definizione di un’area di stampa. Una volta eseguita tale operazione, Excel non tenterà di stampare tutto il contenuto del foglio ma soltanto l’area definita coma “Area di stampa”. Avremo in tal modo la possibilità di ripetere le operazioni di stampa con più immediatezza, che ricorrendo al pulsante “Stampa immediata” presente sulla barra degli strumenti.

Per definire un’area di stampa:

  • Procedere alla selezione dell’area interessata;
  • Dal menu “File” scegliere il comando “Area di Stampa” e successivamente “Imposta area di stampa”.

In maniera analoga l’area può essere cancellata e ridefinita se necessario.

Formattazione

Ci occuperemo ora delle tecniche di formattazione dei contenuti. Gli strumenti messici a disposizione da Excel sono diversi, e si distinguono per il fatto di non essere orientati alla sola soddisfazione di necessità estetiche.

Esiste, ad esempio, una funzione di formattazione condizionale che consente di evidenziare, con modalità liberamente stabilite dall’utente, determinate celle i cui contenuti corrispondono a criteri preordinati. Per esempio, è possibile colorare di rosso lo sfondo di tutte le celle in cui valore è inferiore alle media dell’area cui appartiene.

Ma per ora ci occuperemo delle funzioni di base.

Distingueremo innanzitutto:

  • Formattazione di valori numerici;
  • Formattazione in generale.

Formattazione di valori numerici

La formattazione di valori numerici consente di rappresentare i numeri, ad esempio:

  • Con un segno “meno” prima del numero e/o di colore rosso per i valori negativi;
  • Con un simbolo di valuta che precede il numero;
  • Con l’inserimento dei simboli separatori delle migliaia;
  • Con un numero di decimali a piacere;  ecc..

Proviamo a scrivere ad esempio in una cella il numero 15650,43638:

Come si può notare, sebbene il numero possieda cinque posizioni decimali, la larghezza della colonna è insufficiente, ed Excel arrotonda il numero per darne una rappresentazione quanto più precisa.

Se allargassimo la colonna Excel ne adeguerebbe la rappresentazione:

Come già sappiamo, se la dimensione della colonna fosse del tutto insufficiente otterremmo questo risultato:

Per la modifica dell’aspetto della celle con contenuto numerico possiamo innanzitutto servirci della barra degli strumenti dedicata alla formattazione, ed in particolare dei pulsanti qui di seguito illustrati:

Inserisce il simbolo di valuta

Inserisce i separatori delle migliaia

Aumenta ad ogni pressione il numero di decimali visualizzati

Diminuisce ad ogni pressione il numero di decimali visualizzati

Moltiplica il valore per 100 ed aggiunge il simbolo di percentuale.

I primi due pulsanti (simbolo di valuta e separatori delle migliaia) prendono come riferimento per inserire i relativi simboli, le impostazioni accessibili tramite l’applet “Opzioni Internazionali e della Lingua” del pannello di controllo.

E’ importante notare che, qualunque sia il numero di decimali visualizzati, il programma provvederà comunque, se non diversamente istruito, ad effettuare i calcoli con la massima precisione possibile.

Vediamo ora ulteriori strumenti presenti nella versione standard della barra di formattazione:

Tipo e dimensione dei caratteri

Attributi grassetto, corsivo, sottolineato

Allineamento all’interno della cella

Bordi

Colore sfondo

Colore carattere

Gli ultimi tre pulsanti sono in realtà delle caselle combinate. Il simbolo che le rappresenta è variabile, e riporta l’ultima scelta effettuata. Quindi, nell’ esempio, se volessimo colorare di giallo lo sfondo di un’area basterebbe premere il pulsante; se desiderassimo un diverso colore dovremmo cliccare sulla freccia per operare la nostra scelta.

Un’altra possibilità interessante, sempre riguardante gli ultimi tre pulsanti, riguarda la possibilità di disporre comodamente a video di tutte le opzioni di scelta, in quanto le finestre possono essere provvisoriamente staccate. Un esempio riferito al colore carattere chiarirà il tutto:

Nell’esempio qui a lato è stata aperta la casella a discesa “Colore carattere”; poi si è posizionato il puntatore del mouse sull’area colorata di giallo e si è trascinata la finestra in posizione idonea. Ora possiamo disporre immediatamente di tutte le opzioni per il colore del carattere.

Analogamente si può procedere per gli altri strumenti:

Come si accennava in precedenza, la formattazione, lungi dal rappresentare unicamente una necessità estetica, risulta utile per evidenziare alcuni aspetti funzionali.

Esaminiamone alcuni:

Interessante è la possibilità, per esempio, di formattare in maniera diversa solo una parte del contenuto di una cella contenente una stringa, selezionandone preventivamente la parte necessaria:

Si può notare nell’esempio che si è anche proceduto ad evidenziare con uno sfondo azzurro la cella destinata ad inserire il nome. L’adozione di uno standard (nell’esempio, tutte le celle destinate a contenere l’input dell’utente con sfondo azzurro…) rende il lavoro più intuitivo e facilmente comprensibile.

Ulteriori opzioni di formattazione si possono applicare attraverso il comando “Celle” del menu Formato:

Particolarmente interessanti sono le funzionalità disponibili alla pagina “Allineamento”.

Immaginiamo, per esempio, di dover inserire delle descrizioni particolarmente lunghe. La gestione di tali contenuti potrebbe essere problematico sia in fase di visualizzazione (costringendoci ad un uso ossessivo della barra di scorrimento) che di stampa. Possiamo ovviare a tale inconveniente impostando in maniera conveniente la larghezza della colonna ed imponendo ai contenuti un ritorno a capo all’interno della cella:

Una volta chiusa con OK la finestra di dialogo, ridimensionata la colonna H e le righe interessate otterremo questo risultato:

Mediante la medesima finestra possiamo inoltre agire facilmente sull’allineamento, oltre che orizzontale, anche verticale del testo.

Un’altra interessante funzionalità presente sulla medesima finestra di dialogo ci consente di unire due o più celle.

Vediamo un esempio:

In questo prospetto, i contenuti della riga 2 sono disposti su tre aree costituite dall’unione di tre celle. Si può per esempio constatare facilmente come le celle della riga 2 e colonne E,F e G siano state unite. Ciò consente facilmente di centrare, come nell’esempio, i contenuti delle celle unite sulle intestazioni sottostanti.

Per unire due o più celle è sufficiente selezionarle, aprire la pagina “Allineamento” del menu “Formato celle ” ed attivare il check-box “Unione celle”.

Una comoda alternativa presente sulla barra degli strumenti “Formattazione” consente di unire e centrare velocemente le celle selezionate.

Rimanendo sempre nella medesima pagina “Allineamento” della casella di dialogo “Formato celle” esaminiamo ora la possibilità di orientare il testo all’interno della casella.

Per esempio, per ridurre l’occupazione di spazio di una descrizione di una colonna rispetto al suo contenuto, oltre che al ritorno a capo potremmo fare anche ricorso, per esempio, ad un orientamento diagonale:

Per ottenere questo effetto sarà sufficiente modificare opportunamente le dimensioni della riga e della colonna, selezionare le celle volute ed impostare mediante trascinamento o mediante la digitazione di un opportuno valore il fattore di inclinazione:

Formattazione Automatica

Consideriamo, per ultima, la possibilità di ricorrere a delle funzioni automatiche di formattazione.

A tal fine scegliere il comando “Formattazione automatica” dal menu “Formato”:

Potremo scegliere uno dei numerosi temi proposti ed applicarlo alla selezione con la pressione di OK.

Si noti in particolare la formattazione della riga del totale. Tale formattazione si applica all’ultima riga solo ove vi siano effettivamente delle formule.

Possiamo ulteriormente personalizzare l’aspetto scegliendo quali dei vari elementi debbano essere formattati. A tal fine, cliccare sul pulsante Opzioni. La finestra si allargherà verso il basso per consentirci di scegliere i formati da applicare:

Per esercizio, possiamo provare ad applicare la formattazione (automatica e manuale) ai vari fogli della cartella di lavoro “Rendiconto Settimanale.xls”.

Messaggi di Errore

E’ inevitabile commettere degli errori, ai quali spesso Excel reagisce mostrandoci dei messaggi di errore non sempre immediata comprensione.

Vediamone alcuni:

Nell’illustrazione, in colonna B appaiono i messaggi di errore; in colonna C si sono riprodotti in forma di testo i contenuti della colonna B che hanno causato la comparsa del messaggio di errore.

Eccone una breve descrizione:

  • #DIV/0! Indica il risultato di una divisione per zero. La cella G4 è vuota;
  • #NOME? Excel non riesce a trovare la funzione Soma. Evidentemente si tratta di un errore di battitura…
  • ####### Excel ci comunica che per vedere il numero deve essere aumentata la larghezza della colonna;
  • #VALORE! Si è cercato di eseguire il prodotto di un numero per il contenuto della cella E9 che contiene una stringa (Alice).

Funzioni Excel

Immaginiamo, a titolo esemplificativo:

  • di dover calcolare la somma di qualche migliaio di numeri;
  • di dover calcolare la media aritmetica di qualche migliaio di numeri;
  • di dover calcolare la rata di estinzione di un prestito dato un certo tasso, una durata e un capitale;
  • di dover trovare il valore minimo in un intervallo di qualche migliaio di numeri;
  • di dover calcolare la differenza in giorni lavorativi fra due date;
  • ecc…

Sicuramente, con quanto sinora appreso siamo in grado di risolvere la maggior parte dei compiti. Talune altre volte, pur conoscendo il nostro obiettivo, potremmo non possedere le conoscenze necessarie per impostarlo come calcolo.

Il problema, quindi, sta sia nella quantità di dati da elaborare che nella complessità dei calcoli stessi.

L’uso delle funzioni consente di superare questi problemi. Vediamo subito un esempio, che poi commenteremo:

In H23, desideriamo immettere un criterio di calcolo che ci restituisca la media aritmetica dei numeri contenuti nell’intervallo B1:J21.

Si ricorda che la media aritmetica viene calcolata dividendo la somma dei valori per la loro quantità.

Per esempio, la media dei quattro numeri 9,12,4,7 è uguale a 8 in quanto: (9+12+4+7) = 32 32/4 = 8

Potremmo senz’altro procedere con una formula, ma al prezzo di una notevole perdita di tempo. Possiamo in alternativa utilizzare una funzione.

La funzione =media() è in grado di calcolare la media aritmetica di un insieme di numeri. Vediamola in azione:

  • In cella H23 digitiamo (senza virgolette) “=media(“:
  • Col mouse selezioniamo ora la cella B1 e trasciniamo fino a J21;
  • Digitiamo una parentesi di chiusura in modo da ottenere: =media(B1:J21) e premiamo “Invio”.

La cella ora calcolerà la media aritmetica dei valori dell’area selezionata. Come al solito la formula ricalcolerà immediatamente la media non appena venga apportata una variazione ad uno o più valori contenuti nell’intervallo.

Per l’esempio abbiamo introdotto la funzione =media() che appartiene alla categoria delle funzioni incorporate di tipo statistico.

Categorie

Excel include un elevatissimo numero di funzioni, adatte agli usi più disparati:

  • Funzioni finanziarie
  • Funzioni di data ed ora;
  • Funzioni matematiche e trigonometriche;
  • Funzioni statistiche;
  • Funzioni di ricerca e riferimento;
  • Funzioni di gestione di database;
  • Funzioni logiche;
  • Funzioni informative;
  • Funzioni definite dall’utente o da terzi.

Per l’utilizzo delle funzioni è indispensabile la comprensione della loro struttura. A ciò verranno dedicati i prossimi paragrafi.

Struttura di una funzione

  • Una funzione è definita dalla sua parola chiave, che può essere digitata in maiuscolo o minuscolo o combinazioni varie di caratteri.
  • La parola chiave è immediatamente seguita, senza spazi, da un segno di parentesi aperta e di parentesi chiusa;
  • All’interno delle parentesi possono essere presenti uno o più argomenti. Gli argomenti, così come l’ordine in cui devono essere collocati sono predefiniti e non è possibile variarne la tipologia o la posizione. Ogni argomento è separato dagli altri da un segno di punto e virgola “;” senza spazi.

Vediamo alcuni esempi, con riferimento alla funzione appena utilizzata:

  • =MEDIA(<intervallo>), dove intervallo è la definizione di un’area del tipo, ad esempio, A1:N46);
  • =MEDIA(7;8;6): calcola la media degli argomenti 7,8 e 6. Come si può notare, ogni argomento, in questo caso un numero, è separato da “;”)
  • =MEDIA(A1:B4;C7:H9;F21:J44): in questo caso gli argomenti della funzione sono costituiti da tre aree, risultato di una selezione multipla, delle quali verrà restituita la media;
  • =MEDIA(1560;A3:B18). Un argomento è un numero immesso direttamente nella funzione, l’altro è costituito da una zona.

La funzione media richiede obbligatoriamente almeno uno e fino ad un massimo di 30 argomenti.

Esistono funzioni che al contrario non hanno argomenti, ma richiedono comunque la presenza, subito dopo il nome della funzione, di una coppia di parentesi.

Vediamone alcune:

=Oggi(): restituisce la data odierna (memorizzata nell’orologio interno del computer);

=Casuale(): restituisce un numero casuale nell’intervallo 0 – 1;

=Pi.greco(): abbiamo già utilizzato questa funzione…

=Rif.riga(): restituisce il numero di riga della cella in cui viene memorizzata ecc..

Esaminiamo ora alcune altre funzioni.

La prima è senz’altro la più utilizzata, e consente di sommare i numeri in uno o più intervalli. La sintassi è analoga a quella della funzione Media(): =Somma(intervallo).

Vediamo un caso tipico di utilizzo di questa funzione

Apriamo il file “Rendiconto settimanale.xls” precedentemente salvato.

In ogni foglio settimanale desideriamo aggiungere il calcolo della somma delle spese di ogni giornata e di ogni tipologia.

Iniziamo, per rendere più verosimile l’esercizio, ad inserire nel foglio “Settimana 1” un po’ di spese:

Integreremo ora i nostri fogli settimanali aggiungendo una riga ed una colonna denominata “Totali”:

A tal fine:

  • provvederemo innanzitutto a raggruppare i fogli da Settimana 1 a Settimana 4, in modo da scrivere contemporaneamente su tutti e quattro i fogli le modifiche;
  • provvederemo ad introdurre la funzione somma per calcolare i totali delle righe e delle colonne.

Procediamo dunque, dopo aver reso attivo il foglio Settimana 1, a raggruppare i fogli settimanali. Ciò fatto, occupiamoci dell’introduzione della funzione somma. Iniziamo dal calcolo dei totali di riga a partire dalla cella G3:

  • Digitiamo “=somma(”;
  • Evidenziamo l’intervallo F3:B3;
  • Chiudiamo la parentesi digitando “)”;
  • Premiamo “Invio”.

Quanto ai riferimenti, anche utilizzando le funzioni vengono applicati i concetti illustrati a proposito delle formule. Ciò significa, dunque, che la funzione inserita in G3 potrà essere copiata nelle restanti celle della colonna. Ma si raccomanda, per esercizio, di immettere manualmente le funzioni anche per le restanti righe.

Utilizzeremo invece un metodo più veloce in occasione dell’immissione dei totali delle colonne.

Procediamo ora all’inserimento delle somme delle colonne. Si accennava al fatto che la funzione somma è statisticamente la più usata dagli utenti di Excel.

E’ stata messa a disposizione pertanto una valida scorciatoia, presente sulla barra degli strumenti standard (pulsante “Somma automatica”):

Il pulsante Somma automatica, in realtà, consente di introdurre comodamente anche altre funzioni. Si provi a cliccare sulla freccia accanto al simbolo per aprire la lista a discesa.

Oltre alla funzione Somma troveremo la funzione Media già esaminata in precedenza, più ulteriori funzioni. Per difetto, comunque, alla pressione del pulsante è associata l’introduzione di una funzione Somma.

Proviamo ad utilizzare il pulsante Somma nella cella B9. Resa attiva B9 clicchiamo sul pulsante:

Come si può notare, Excel compone interamente la funzione Somma, e tenta di definire l’intervallo su cui calcolarla. In questo caso, l’intervallo non è quello desiderato.

Sarà pertanto necessario ridefinirlo selezionando l’intervallo corretto:

Introdotta la funzione col tasto “Invio”, potremo copiarla nelle celle adiacenti mediante il quadratino di riempimento.

NB: avremmo anche potuto procedere in questo modo:

  • Preselezionare l’intervallo B9:G9
  • Introdurre come sopra la funzione Somma();
  • Premere Ctrl+Invio per memorizzarla in tutte le celle selezionate.

A questo punto provvediamo ad eliminare il raggruppamento precedentemente impostato e a salvare il lavoro.

Il nostro modello però non è ancora del tutto pronto. Avevamo infatti inserito un foglio riepilogativo per calcolare i totali delle spese per categoria delle quattro settimane. Dobbiamo ora inserire in questo foglio le formule necessarie. Innanzitutto attiviamo il foglio “Riepilogo” ed inseriamo in cella B2 la voce descrittiva “Totale” ed allarghiamo un po’ le colonne A e B;

Clicchiamo quindi sulla cella B3. Essa, al pari delle altre celle della colonna, dovrà riportare la somma delle celle di ogni settimana riportanti il totale della categoria. Dovremmo pertanto scrivere una funzione Somma() che riporti il totale delle celle corrispondenti di ogni foglio.

Premiamo il pulsante Somma Automatica. Excel, non trovando nulla da sommare introduce una funzione senza argomenti:

Attiviamo il foglio Settimana 1, e qui la cella riportante il totale Vitto (G3):

Tenendo premuto il tasto “Maiuscole” cliccare sulla linguetta “Settimana 4” e premere “Invio”.

Immissione di funzioni tramite wizard

Sinora l’immissione delle funzioni è avvenuta con digitazione diretta o con l’ausilio del pulsante “Somma automatica”. Questa è senz’altro la modalità più veloce se si conosce il nome della funzione ed i sui parametri, peraltro suggeriti da Excel una volta iniziata la digitazione del nome della funzione:

Excel offre però anche la possibilità di immettere le funzioni in forma assistita. Ciò è particolarmente utile se non si conosce il nome esatto della funzione o la sua sintassi.

Vediamo come funziona tutto ciò ripetendo l’esempio prima illustrato per il calcolo della media aritmetica:

Questa volta non digitiamo direttamente la funzione, ma ci serviamo del generatore automatico associato al pulsante fx presente sulla barra della formula. Se la barra della formula non fosse presente, attivarla tramite il comando “Barra della formula” del menu “Visualizza” .

Dopo aver reso attiva la cella H23 clicchiamo sul pulsante del generatore:

Questa finestra consente molte possibilità. Excel indica le funzioni più usate di recente;

La casella a discesa consente di ricercare le funzioni in base all’appartenenza ad una specifica categoria:

La casella di testo posta in alto può essere utile a reperire la funzione in base alla sua descrizione:

Sulla base di quanto digitato Excel ci ha restituito un elenco di funzioni potenzialmente idonee. Come si può notare, la funzione evidenziata nell’elenco centrale è la funzione MEDIA. Poco più in basso, appaiono altri utili strumenti:

  • La sintassi della funzione;
  • Una sua sommaria descrizione;
  • Un link alla guida all’utilizzo della funzione.

Dopo aver scelto la funzione ed aver premuto OK Excel ci presenta lo strumento per costruirla passo-passo:

Come si può notare, Excel cercando di interpretare le nostre possibili scelte ha selezionato un intervallo, seppure errato, ed ha composto la funzione che si vede sulla barra della formula. Per tale intervallo, inoltre, fornisce in “Risultato formula” il valore della media (6,222222..). Nella parte alta della finestra di dialogo appaiono le caselle idonee a contenere gli argomenti della funzione.

La prima riporta l’attuale area selezionata in automatico, H13:H22.

Tramite il pulsante di selezione (vedasi figura precedente) possiamo facilmente rettificarne la definizione:

Un clic sul pulsante ci riporterà alla finestra di dialogo:

Ora l’intervallo è corretto. Il risultato della formula riflette il cambiamento. Non dobbiamo aggiungere ulteriori argomenti alla funzione, quindi possiamo cliccare su OK per introdurre il tutto nella cella.

Per esercizio, si consiglia di provare ad utilizzare le funzioni =Min(), =Max(), =Somma(), =Conta.Numeri(), =Media() prima servendosi della modalità assistita e della guida in linea, e poi manualmente.

Anteprima del risultato della funzione Somma( )

Una funzionalità particolarmente utile consente di calcolare il risultato di una somma senza introdurre la relativa formula o funzione. A questo scopo è sufficiente selezionare una o più aree contenenti i numeri da sommare e leggere il risultato sulla barra di stato, come nella seguente illustrazione:

Gli operatori di relazione

Sinora ci siamo serviti degli operatori aritmetici (+, -, /, *) e dell’operatore elevamento a potenza “^”.

  • Excel è in grado di gestire anche altri tipi di operatori, detti operatori di relazione. Gli operatori di relazione servono a operare dei confronti e restituiscono un valore logico “VERO” o “FALSO”.

Gli operatori relazionali sono:

  • Maggiore “>”
  • Minore “<”
  • Uguale “=”
  • Maggiore o uguale: “>=”
  • Minore o uguale: “<”
  • Diverso: “<>”

Vediamoli in azione.

In cella D3 abbiamo scritto una proposizione logica. Abbiamo dichiarato, cioè, che C3 è diverso da B3. Excel conferma restituendo VERO. Proviamo ora ad inserire in B10 il numero 11: la formula restituisce ora il valore logico FALSO.

Si consiglia di sperimentare anche gli altri operatori relazionali variando i contenuti delle celle coinvolte nelle formule.

Gli operatori logici AND e OR

Molto spesso ci troviamo, anche nella vita di ogni giorno, a fare confronti ed a prendere decisioni sulla base di più condizioni.

Per esempio:

  1. Se non piove e non fa freddo, vado a lavorare in bicicletta;
  2. Se è sabato o domenica vado al mare;
  3. Se è sabato o domenica e c’è bel tempo vado al mare.

 

  1. Nel primo esempio l’azione “vado a lavorare in bicicletta” è condizionata dall’avverarsi contemporaneo di due condizioni. Se una delle due condizioni non si verificasse, non andrei a lavorare in bicicletta;
  2. Nel secondo esempio, invece, l’azione “vado al mare” si verificherà se almeno una delle condizioni sarà vera;
  3. Nel terzo esempio, andrò al mare se è vera una delle due condizioni relative al giorno festivo (è sabato o domenica), ma contemporaneamente dovrà essere vera anche l’altra condizione (“c’è bel tempo”).

Per esprimere queste condizioni si usano gli operatori booleani AND (e) ed OR (o).

Dall’osservazione degli esempi fatti possiamo dedurre che:

  • Due relazioni unite da un operatore AND (esempio 1) restituiscono un valore VERO solo se ambedue le condizioni sono verificate;
  • Due relazioni unite da un operatore OR (esempio 2) restituiscono un valore VERO se almeno una delle due condizioni è verificata;
  • Nell’esempio 3, l’azione “vado al mare” si verificherà se almeno una delle due condizioni (è sabato o domenica) è vera e se contemporaneamente c’è bel tempo.

Tavole della verità

Il funzionamento degli operatori logici AND e OR può essere sintetizzato nelle c.d. “tavole della verità”:

AND

OR

Ora vediamo come tutto questo si possa utilizzare in Excel. AND e OR si introducono mediante le funzioni logiche incorporate E( ) ed O( ).

La sintassi delle due funzioni è analoga, pertanto si esaminerà solo la funzione E( ).

=E(relazione1;relazione2;relazione3;….. relazione.n)

Per esempio:

=E(B4>12;S8<>S16)

=E(B4>Somma(A1:A14);S8<>N24)

=E(Media(C1:E44)>Somma(D8:D50);N24+K26>=AA1000;B5>=10)

Si tratta di esempi a complessità crescente. A partire dal secondo esempio si sono nidificate all’interno della funzione E( ) altre funzioni e criteri di calcolo. Ciò è lecito fino a quando i risultati restituiti dalle funzioni e dalle formule sono compatibili con l’argomento richiesto dalla funzione. Si noti che il segno “=”, che com’è noto comunica ad Excel l’introduzione di un criterio di calcolo non è presente nelle funzioni e nelle formule nidificate.

Una guida alla comprensione di funzioni complesse

Potrebbe a prima vista essere di qualche difficoltà l’interpretazione di una funzione complessa come nel terzo esempio. Per una facile comprensione, si consiglia di:

  • Osservare innanzitutto la funzione principale (o “esterna”), in questo caso la funzione E( ) e la sua sintassi;
  • Successivamente sarà facile individuare all’interno, separati dai “;” gli argomenti della funzione;
  • Si passerà successivamente ad esaminare i contenuti di ogni singolo argomento.

Vediamo ora un esempio applicato ad Excel:

In colonna G abbiamo applicato il criterio “a”: Ambedue le condizioni devono verificarsi perché l’allievo venga promosso. Pertanto abbiamo utilizzato la funzione E( );

In colonna H abbiamo applicato il criterio “b” poiché è sufficiente che almeno una delle due condizioni si verifichi per ottenere la promozione, abbiamo utilizzato la funzione O( ).

La funzione SE( )

Dall’applicazione delle funzioni E( ), ed O( ), dall’introduzione di proposizioni logiche del tipo “=A1>B16” abbiamo ottenuto, come risultato, un valore logico VERO o FALSO.

Come si accennava in precedenza, Excel è in grado di esaminare il risultato VERO o FALSO restituito per eseguire una azione predeterminata. Nel caso appena preso in esame, per esempio, piuttosto che far apparire “VERO” o “FALSO” possiamo fare apparire la dicitura, molto più esplicativa, “Promosso” o “Rimandato”. Per ottenere lo scopo viene utilizzata la funzione “Se( )”.

Esaminiamone la sintassi:

=SE(relazione;azione_se_vera;azione_se_falsa)

Per esempio:

=SE(A3>=A4;Somma(B1:B5);Media(B1:B5))

Con riferimento alla sintassi sopra illustrata:

Se la relazione A3>=A4 (relazione) è vera, viene restituita la somma dell’area B1:B5 (azione_se_vera), altrimenti verrà restituita la media dell’area B1:B6 (azione_se_falsa).

Si noti con l’occasione l’uso delle parentesi:

  • Una prima coppia di parentesi è necessaria alla sintassi della funzione più esterna =SE();
  • Una seconda coppia di parentesi è necessaria alla sintassi della funzione nidificata SOMMA();
  • Una terza coppia di parentesi è necessaria alla sintassi della funzione nidificata MEDIA().

Anche Excel agevola l’utilizzatore provvedendo a colorare le parentesi in fase di creazione delle formule e delle funzioni.

Completiamo ora l’esempio relativo ai criteri di promozione visto in precedenza con l’obiettivo di far apparire, in corrispondenza di un risultato “VERO” o “FALSO” dei messaggi del tipo “Promosso” o “Questa volta rimandato”.

Prendiamo ad esempio in considerazione il “criterio a”: ciò che abbiamo scritto in colonna G è esattamente il primo argomento della funzione SE( ), cioè la condizione da verificare. Quindi, nidificando tale condizione nella funzione SE avremo:

=SE(E(MEDIA(B3:E3)>=6;F3>6;

Aggiungeremo ora i due restanti argomenti, separandoli come di consueto con dei “;”. Trattandosi di stringhe, dovremo comunicare ad Excel di non tentarne l’interpretazione. A tal fine racchiuderemo le due stringhe fra virgolette:

=SE(E(MEDIA(B3:E3)>=6;F3>6);”Promosso”;”Questa volta rimandato”)

Per impratichirsi, si consiglia di provare più volte ad introdurre le funzioni secondo gli esempi o secondo altri criteri predeterminati, tenendo sempre presente la sintassi delle funzioni utilizzate. Potrà essere inoltre utile alternare l’introduzione manuale e l’uso del generatore (pulsante fx).

Utilizzo dei nomi nella redazione delle formule

Si è apprezzata, in occasione dell’illustrazione delle modalità di navigazione all’interno dei fogli, l’utilità di poter attribuire ad una cella o ad un insieme di celle un nome significativo.

In quell’occasione si accennava anche alla possibilità di utilizzare detti nomi nelle formule in alternativa all’utilizzo di riferimenti quali D23, K36:J69, ecc.. E’ chiaro che invece di leggere qualcosa come “=D23-D24” trovassimo una formula espressa come “=Totale-Sconto”, oppure piuttosto che “=Media(F24:H32)” leggessimo “=Media(Votazioni)” la comprensione sarebbe immediata!

L’utilizzo dei nomi è tanto più significativo quanto più sono complessi i calcoli.

Vediamo come costruire uno degli esempi sopra accennati.

Per prima cosa, attribuiamo un nome significativo alle celle D7 e D8.

Impiegheremo poi tali nomi per redigere la formula per il calcolo del netto in cella D9.

Denominiamo la cella D7 “Totale”. A tale scopo:

  • Rendere attiva la cella D7;
  • Cliccare all’interno della casella indirizzo;
  • Digitare (senza virgolette) “Totale” e premere Invio.

Procedere in maniera analoga per denominare “Sconto” la cella D8.

Ora possiamo riferirci alle celle D7 e D8 con dei nomi significativi.

Utilizzeremo tali nomi per redigere la formula in D9.

Innanzitutto rendiamo attiva la cella destinata a contenere la formula;

Digitiamo, come al solito, il segno “=”;

Premiamo il tasto F3; la finestra “Incolla Nomi” ci mette a disposizione i nomi delle celle appena creati;

Clicchiamo su “Totale” e poi su Ok;

Digitiamo il segno “-“ e premiamo di nuovo il tasto F3;

Evidenziamo la cella denominata “Sconto” e clicchiamo su Ok;

Premiano “Invio” per concludere l’operazione.

Nella seguente illustrazione si può osservare il contenuto della formula introdotta ed il relativo risultato:

I comandi relativi alla gestione dei nomi di cella o di zona possono essere raggiunti tramite la sequenza di menu “Inserisci” – “Nomi”.

Formule Excel

Uno degli elementi essenziali e ragione dell’esistenza di Excel è la possibilità di eseguire dei calcoli. Possiamo affermare, parafrasando lo slogan di un famosissimo spot: “No formulas ? No Excel!”

Esamineremo perciò ora in dettaglio questo importantissimo aspetto.

Eseguiamo subito un semplice esercizio, che provvederemo successivamente a commentare ed approfondire. Vogliamo realizzare una cartella di lavoro contenente un foglio con il prodotto dei numeri da 1 a 10 per 3.

Creiamo una nuova cartella di lavoro ed eliminiamo eventuali fogli in eccesso. Scriviamo in cella A1 il numero 1; A partire da A1, con Ctrl premuto trasciniamo in basso il quadratino di riempimento per ottenere una serie di numeri da 1 a 10;

Selezioniamo l’intervallo B1:B10, digitiamo 3 e premiamo Ctrl+Invio;

In colonna C, nell’intervallo C1:C10 vogliamo fare apparire il prodotto. Attiviamo pertanto la cella C1 e digitiamo il segno “=” (senza virgolette);

Ora premiamo due volte il tasto “Freccia a sinistra”; osservare il contenuto della barra della formula;

Premere il tasto “*” in alto a destra sulla tastiera. L’asterisco è per Excel il simbolo per indicare il prodotto;

La barra della formula appare così:

Premiamo una volta il tasto “Freccia a sinistra”. La barra della formula appare così:

Premere il tasto “Invio”. La formula viene memorizzata nella cella e produce il risultato voluto.

Utilizzando il quadratino di riempimento copiamo ora la cella C1 in basso fino alla cella C10:

Osserviamo ora il nostro lavoro.

Per prima cosa clicchiamo sulla cella C1. Osserviamo il contenuto della barra della formula. Esso ci rivela il vero contenuto della cella! In questo caso esso è costituito da una formula che coinvolge i contenuti delle celle A1 e B1. In cella C1 invece osserviamo il risultato del calcolo, in questo caso il numero 3.

Proviamo ora a sostituire in B1 il numero 3 col numero 5. Immediatamente Excel ricalcolerà la formula in C1 per riflettere i cambiamenti.

Andiamo avanti, ed esaminiamo sulla barra della formula il contenuto della cella C2. Ricordiamo quello che abbiamo appena fatto: abbiamo copiato in questa cella il contenuto della cella C1 (che faceva riferimento a celle della riga 1), ma nonostante questo la cella C2 fa riferimento alle celle delle colonne A e B di riga 2. Si possono fare le stesse osservazioni riguardo alle restanti celle della colonna C.

Questo semplice esperimento ci svela una delle chiavi fondamentali del funzionamento di un foglio di calcolo. I riferimenti alle celle, cioè sono relativi alla posizione in cui la formula si trova.

Per fissare il concetto, possiamo pensare ad una formula come ad un piccolo robot specializzato nel fare una ed una sola azione; in questo caso, prendere il contenuto di due celle collocate in una precisa posizione (due celle a sinistra, una cella a sinistra), e moltiplicarlo. Muovendoci con i tasti “freccia” sul foglio abbiamo infatti “insegnato” al nostro ipotetico robot il lavoro da fare. E’ chiaro che una volta opportunamente “programmato” il nostro robot, ovunque si trovi, eseguirà le operazioni per le quali è stato istruito!

A riprova di ciò, proviamo a copiare (Copia + Incolla) la cella C1 in E12. Nessuna meraviglia che il risultato restituito sia zero! La formula moltiplica il contenuto delle due celle immediatamente a sinistra, che sono vuote. La situazione ovviamente cambia non appena immettiamo un numero in C12 e D12.

Per immettere la nostra formula in C1 abbiamo iniziato digitando il segno “=”. Questo è il carattere che fa capire ad Excel la nostra intenzione di immettere una formula. Se scrivessimo A1*B1 Excel semplicemente scriverebbe nella cella la stessa sequenza di caratteri, senza cercare di interpretarla in alcun modo.

Gli operatori aritmetici

Per moltiplicare i contenuti delle celle abbiamo utilizzato l’operatore prodotto, che in Excel, ma anche negli altri fogli di calcolo si rappresenta con l’asterisco “*”.

Gli altri operatori aritmetici sono:

“/” per la divisione;

“+” per la somma;

“-“ per la differenza

NB: è agevole digitare gli operatori aritmetici se si utilizzano i tasti collocati intorno ai tasti numerici all’estrema destra della tastiera.

Operatori e precedenze

Come si può facilmente immaginare, non tutti i calcoli sono così semplici come quelli sinora fatti.

Prima di proseguire, è necessario approfondire il funzionamento degli operatori aritmetici.

Consideriamo questo semplice calcolo: 10+6/2

In mancanza di regole condivise questo calcolo restituirebbe risultati ambigui:

  • Otterremmo, per esempio, 8 se procedessimo prima alla somma e successivamente al quoziente;
  • Otterremmo 13 se al contrario procedessimo nella maniera corretta ed eseguissimo innanzitutto la divisione.

E’ noto, infatti, che per gli operatori Quoziente (/) e Prodotto (*) hanno la priorità sulla Somma (+) e la Differenza (-).

E’ frequente, peraltro, la necessità di eccezioni a questa regola. Si pensi, ad esempio, alla banale necessità di dividere a metà fra amici il conto al ristorante. Se utilizzassimo il foglio di calcolo dovremmo introdurre una formula del tipo: =(A1+A2+A3+A4)/2

… dove l’intervallo A1:A4 contiene i prezzi delle varie pietanze.Un altro aspetto molto importante merita in questa sede una riflessione. Nell’esempio precedente avremmo egualmente ottenuto il nostro risultato (la tabellina del 3) se avessimo strutturato il nostro lavoro come illustrato qui sotto:

In questo caso Excel eseguirebbe il calcolo correttamente. Infatti le parentesi tonde consentono di cambiare l’ordine di precedenza degli operatori; quindi prima verrebbe fatta la somma e solo successivamente il risultato verrebbe diviso per 2. Senza l’utilizzo delle parentesi, al contrario, la somma delle celle A1,A2 e A3 verrebbe addizionato al risultato di A4/2.

Variabili e costanti

Un altro aspetto molto importante merita in questa sede una riflessione.

Nell’esempio precedente avremmo egualmente ottenuto il nostro risultato (la tabellina del 3) se avessimo strutturato il nostro lavoro come illustrato qui sotto:

In questo caso abbiamo inserito direttamente nella formula la parte costante del calcolo, cioè il numero 3. La cosa è perfettamente lecita, ma comporta degli svantaggi. Se volessimo ottenere la tabellina, per esempio, del 6, dovremmo non più modificare dei valori presenti in alcune celle, ma al contrario modificare una formula, operazione senz’altro più complessa ed alla portata solo di chi conosce Excel. Mentre nel caso precedente abbiamo considerato il numero 3 in colonna B una variabile, e come tale facilmente modificabile per ottenere le tabelline di altri numeri, nell’esempio qui sopra abbiamo considerato il numero 3 una costante che immaginiamo di non dovere modificare mai o molto raramente.

Chiaramente la scelta dipende dalle circostanze. In genere inserire un contenuto in una cella e fare riferimento a quest’ultima nelle formule conferisce al nostro lavoro maggiore elasticità e chiarezza. Diverso è il caso nel quale effettivamente determinati valori siano da considerarsi permanenti ed immutabili. E’ il caso, per esempio, della costante Π (Pi-greco, corrispondente al numero 3,14…..) che proviamo ad utilizzare per il calcolo dell’area del cerchio. Faremo la conoscenza, con l’occasione:

  • con l’operatore “^” – elevamento a potenza;
  • con la funzione pi.greco() che restituisce appunto la costante 3,14………

Riguardo all’operatore “^”, il suo utilizzo è molto semplice. Desiderando per esempio elevare alla quarta potenza il contenuto della cella F6, basterà scrivere la formula “=F6^4”;

Desiderando visualizzare il valore restituito dalla funzione pi.greco(), basterà inserire in una cella “=pi.greco()”.

Utilizziamo ora i concetti appena illustrati per generare un prospetto che ci consenta di calcolare facilmente l’area di un cerchio di cui forniremo il raggio.

Prepariamo innanzitutto un foglio corrispondente all’esempio qui illustrato:

L’utilizzatore immetterà in cella B4 la dimensione del raggio;

Una formula in cella B6 calcolerà l’area sulla base del contenuto dei dati immessi.

Questo esempio illustra bene un altro aspetto estremamente importante nell’utilizzo dei fogli elettronici. Descrizioni chiare mettono in grado di utilizzare facilmente il modello, e consentono inoltre di comprenderne con immediatezza il funzionamento. Si confronti l’esempio sopra illustrato con il seguente:

Ambedue gli esempi calcolano l’area del raggio, ma è evidente quanto più criptico sia il secondo esempio rispetto al primo!

Completiamo quindi il nostro prospetto immettendo in cella B6 la relativa formula, come nell’esempio.

Sinora si è illustrato, per l’immissione delle formule, l’utilizzo dei tasti “freccia”. Questo non è ovviamente il solo modo di procedere. Può essere utilizzato il mouse, cliccando direttamente sulle celle coinvolte nel calcolo, o può essere anche direttamente digitato l’indirizzo delle celle coinvolte. Tuttavia si consiglia prudenza della digitazione diretta dei riferimenti. In talune circostanze potrebbe essere non facile individuare esattamente le celle da coinvolgere nei calcoli, ed un errore (AA406 al posto di AA604, per esempio…) potrebbe portare comunque ad un risultato, sebbene errato e non facilmente individuabile. Anche per questo è caldamente consigliato, specialmente all’inizio, procedere al collaudo dei nostri modelli immettendo dei valori facilmente calcolabili a mente in modo da verificarne il corretto funzionamento prima dell’effettivo utilizzo.

Le funzioni – rinvio

Nell’esempio appena illustrato si è utilizzata la funzione =pi.greco(). L’illustrazione delle funzioni e della loro sintassi verrà ripresa in seguito.

Riferimenti relativi e misti

Riprendiamo ora l’esempio col quale abbiamo iniziato a trattare le formule, esempio che, com’è noto, ci consente di calcolare la tabellina del numero 3:

Pur ottenendo perfettamente il nostro scopo, notiamo che:

  • il foglio manca completamente di una descrizione che faccia comprendere con immediatezza scopi e funzionamento;
  • la struttura non consente facilmente di ottenere i prodotti di altri numeri. Se desiderassimo, per esempio, ottenere la tabellina del 7 dovremmo procedere a 10 sostituzioni del numero 3 col numero 7 in colonna B. Ovviamente i problemi si moltiplicherebbero se dovessimo agire su un numero più elevato di righe.

Vediamo ora una possibile soluzione:

In questo caso tutto è più chiaro e razionale. L’utilizzatore, semplicemente digitando un numero in cella C2 potrà ottenere, grazie alle formule contenute a partire dalla cella C4, il calcolo desiderato.

Occupiamoci ora delle formule che dovranno essere introdotte, ragionando come sempre in termini di posizione delle celle da coinvolgere nelle formule.

Consideriamo la formula che dovrà essere immessa in C4.

Essa, in termini di posizione:

  • Dovrà leggere il valore della cella che si trova una cella a sinistra;
  • Dovrà leggere il valore della cella che si trova due celle più in alto;
  • Moltiplicare questi due valori.

La formula risultante da quanto sopra illustrato quindi risulterà: =B4*C2

Ora consideriamo, sempre in termini di posizione, la formula in C4 una volta che essa venga copiata in C5. Ricordiamo ancora cosa fa la formula in C4: prende il contenuto di una cella a sinistra e lo moltiplica per il contenuto di due celle sopra di essa, così come illustrato nella figura qui sopra.

La formula in C4 copiata in C5 applicherà inevitabilmente la stessa logica:

Non meraviglia, pertanto, che il risultato restituito dalla formula sia zero!

In questo caso, il meraviglioso concetto di relatività delle formule rappresenta un handicap particolarmente grave, poiché non ci consente di strutturare il nostro lavoro come vorremmo.

Fortunatamente, come era del resto prevedibile, una soluzione c’è.

Per individuarla, consideriamo cosa effettivamente non funziona in questa situazione.

Riconsideriamo analiticamente cosa fa la formula:

  • prende il contenuto della cella alla sua sinistra: questo va bene…
  • prende il contenuto di due celle sopra: questo non va bene, perché dovrebbe essere preso sempre il contenuto della cella in riga 2!

Fatta la diagnosi, consideriamo il rimedio.

Dobbiamo chiedere ad Excel di considerare non più relativo (2 righe sopra) ma fisso il riferimento alla riga 2.

Per ottenere lo scopo basterà anteporre il simbolo “$” alla parte dell’indirizzo di cella che vogliamo mantenere fisso. La formula corretta, quindi, apparirà così:

E’ facile constatare l’efficacia di questa modifica, andando a consultare le relative formule una volta copiate nelle restanti celle della colonna C.

Riferimenti assoluti

Consideriamo un ulteriore esempio. Vogliamo strutturare un foglio come nell’esempio qui illustrato, sempre allo scopo di ottenere le tabelline:

Dovremo introdurre una formula idonea a produrre il risultato voluto in tutte le celle evidenziate.

Analizziamo come di consueto la formula indagando sulle posizioni delle celle da coinvolgere nel calcolo.

Iniziamo dalla cella C5:

  • Prendi il contenuto di una cella a sinistra;
  • Moltiplicalo per il contenuto di due celle sopra;
  • Come prima, dovendo copiare C5 nelle celle sottostanti, dovremmo provvedere a rendere fisso il riferimento alla riga 3. Quindi la formula diventa: =B5*C$3 … che tradotto in linguaggio umano suona come:
  • Prendi il contenuto di una cella a sinistra;
  • Moltiplicalo per il contenuto della cella in riga 3 nella stessa colonna in cui si trova la formula. Esaminiamo ora la formula =B5*C$3 copiata nell’intervallo E5:E9:
  • Prendi il contenuto di una cella a sinistra (questo va bene…)
  • Moltiplicalo per il contenuto della cella in riga 3 nella stessa colonna in cui si trova la formula. Questo non va bene! Infatti la formula punterebbe alla cella E3 e non alla cella C3. Il riferimento alla riga va bene ($3!), quello che non va è il riferimento alla colonna. Dovremo quindi, in questo caso, rendere fisso anche il riferimento alla colonna C. La formula da introdurre in C5 sarà quindi: =B5*$C$3

Procediamo ad introdurre la formula. Con l’occasione si sperimenterà un metodo veloce per introdurre i riferimenti fissi a celle, righe o colonne.

Per prima cosa, procedere alla selezione multipla delle celle come in figura precedente. Una qualsiasi cella dell’intervallo può avere lo stato attivo. Si farà riferimento nell’esempio all’introduzione della formula inizialmente in cella C5.

Introduciamo la formula:

  • Digitare “=”;
  • Premere una volta il tasto “freccia a sinistra” e premere il tasto “*” (la formula diventa “=B5*”);
  • Cliccare sulla cella C3 (la formula diventa “=B5*C3”);
  • Premere il tasto funzionale F4; il tasto funzionale F4 ci consente di introdurre ciclicamente i riferimenti fissi per l’intera cella, la colonna e la riga. Provare a premere ripetutamente F4 per sperimentare; poi controllare che il riferimento corrisponda a $C$3;
  • Premere Ctrl+Invio per introdurre la formula in tutte le celle selezionate.

Ora, dopo avere esaminato varie casistiche relative ai riferimenti nelle formule, diamo alcune definizioni, con riferimento ad un qualsiasi indirizzo di cella, nel nostro caso F6:

  • F6 prende il nome di riferimento relativo perché la formula che punta a questa cella si riferisce non tanto alla cella F6 ma ad una cella che si trova distante n righe ed m colonne dalla cella contente la formula;
  • F$6 e $F6 prende il nome di riferimento misto, perché il riferimento preceduto dal simbolo “$” punta sempre alla riga ($6) o alla colonna($F), mentre la restante parte dell’indirizzo si comporta come un indirizzo relativo;
  • $F$6 prende il nome di riferimento assoluto, perché la formula che lo utilizza punterà, ovunque venga copiata/spostata, sempre alla stessa cella (nel nostro caso, F6).

Gli esempi tramite i quali si sono illustrate le formule sono volutamente semplici. Si consiglia di familiarizzare con i concetti appresi ripetendo più volte gli esercizi ed i relativi ragionamenti applicabili prima di proseguire.

Esercitazione

L’obiettivo di questo esercizio è quello di applicare le nozioni introdotte sinora ed apprendere come memorizzare il lavoro e richiamarlo in memoria.

Si desidera creare su quattro fogli di una cartella di lavoro un prospetto settimanale contenente dei resoconti di spesa:

Si noti, nell’esempio sopra illustrato, che è stato aggiunto un foglio, che i nomi dei fogli riflettono il contenuto loro attribuito, che è stata conferito un colore personalizzato ad ogni linguetta. L’area B3:F8 è destinata a raccogliere gli importi relativi ad ogni spesa.

Di seguito si forniranno istruzioni passo-passo per eseguire l’esercizio, attraverso le seguenti macro-fasi:

  1. Creazione di una nuova cartella di lavoro;
  2. Aggiunta di un nuovo foglio;
  3. Personalizzazione delle linguette e delle etichette dei fogli;
  4. Personalizzazione dei fogli;
  5. Inserimento di alcuni contenuti;
  6. Salvataggio e chiusura della cartella di lavoro;
  7. Riapertura della cartella di lavoro.

Creazione di una nuova cartella di lavoro

 

 

 

 

Premere il pulsante evidenziato. Verrà creata una nuova cartella di lavoro:

Procedere al salvataggio della cartella tramite il comando File-Salva.

Procedere innanzitutto a selezionare (e memorizzare!) la cartella dove salvare il file. Poiché la cartella non è mai stata salvata, Excel chiede di fornire un nome, e ne propone comunque uno.

Il nome proposto non è significativo; digitare (senza virgolette) “Rendiconto settimanale” e cliccare su “Salva”. La finestra di Excel riporta ora la variazione sulla barra del titolo:

Al nome conferito Excel aggiunge automaticamente l’estensione “xls”, abbreviazione di “Excel Sheet”.

Aggiunta di un nuovo foglio

Cliccare col pulsante destro sulla linguetta “Foglio1” e dal menu contestuale scegliere la voce “Inserisci…”;

Nella finestra di dialogo, cliccare su “Foglio di lavoro” e quindi su “OK”;

Viene aggiunto alla cartella un nuovo foglio (Foglio4).

Personalizzazione delle etichette dei fogli e del colore delle linguette

Ridenominare i singoli fogli facendo doppio clic su ogni singola linguetta e digitando il nuovo nome; premere “Invio” dopo aver modificato l’ultima etichetta:

 

Cliccare col pulsante destro su ogni singola linguetta, scegliere la voce “Colore linguetta scheda…” e attribuire un colore personalizzato:

Salvare il lavoro sinora fatto tramite il comando “Salva” del menu “File”.

Poiché abbiamo già provveduto ad attribuire un nome alla nostra cartella, Excel procederà al solo salvataggio, sostituendo la versione precedentemente memorizzata con i nuovi contenuti.

Personalizzazione dei fogli

Dobbiamo ora preparare il prospetto vero e proprio.

Tutti i fogli della cartella condivideranno le stesse descrizioni di riga e di colonna.

Procederemo quindi a scriverle contemporaneamente su tutti i fogli utilizzando la funzione di raggruppamento.

Selezione di tutti i fogli

  • Cliccare sulla linguetta “Settimana 1”;
  • Tenere premuto il tasto “Maiusc”;
  • Cliccare sulla linguetta “Settimana 4”;
  • Rilasciare il tasto “Maiusc”.

Notare sulla barra del titolo la comparsa della scritta “[Gruppo”] e la mancanza di colore nelle linguette delle schede.

Inserimento delle intestazioni di riga e colonna

  • Digitare in cella B2 “Lun” (senza virgolette) e premere “Invio”
  • Se necessario, riselezionare la cella B2;
  • Trascinare il quadratino di riempimento verso destra fino alla cella F2;
  • Posizionarsi in cella A3;
  • Digitare le varie categorie di spese utilizzando per la memorizzazione il tasto “freccia in basso”; Ridimensionare la colonna “A” con un doppio click:

Disattivazione del raggruppamento

Cliccare col tasto destro su una linguetta e scegliere la voce “Separa fogli”

Salvataggio e chiusura della cartella di lavoro

Salvare il lavoro: una alternativa veloce al comando “File” – “Salva” è l’utilizzo del pulsante “Salva” sulla barra degli strumenti:

 

Chiudere la cartella di lavoro: dal menu “File” scegliere la voce “Chiudi”.

Riapertura della cartella di lavoro

  • Dal menu “File” Scegliere la voce “Apri”;
  • Aprire la cartella che contiene il rendiconto settimanale e cliccarvi sopra;
  • Premere il pulsante “Apri”.

NB: Excel è in grado di memorizzare un certo numero di file aperti di recente, e li elenca in coda al menu File. Se la cartella di lavoro da aprire fosse elencata, sarebbe sufficiente cliccare sopra la voce dell’elenco. E’ possibile aumentare fino a 9 il numero delle voci memorizzate nel menu “File”. A tal fine aprire tramite il menu “Strumenti” la finestra di dialogo “Opzioni”, pagina “Generale” e variare il numero degli ultimi file usati:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aggiunta di un foglio riepilogativo

  • Cliccare col pulsante destro sulla linguetta “Settimana 4” ed aggiungere un nuovo foglio;
  • Cambiare la descrizione del foglio in “Riepilogo”;
  • Attribuire un colore a piacere alla linguetta;
  • Posizionare il foglio “Riepilogo” prima del foglio “Settimana 1”: trascinare col pulsante sinistro la linguetta “Riepilogo” verso sinistra. Osservare l’indicatore triangolare che appare durante il trascinamento;
  • Rilasciare il mouse per collocare il foglio nella nuova posizione.
  • Il foglio di riepilogo conterrà le descrizioni delle varie spese ed i totali delle quattro settimane.
  • Procedere a copiare le descrizioni delle spese: selezionare l’intervallo A3:A8 del foglio “Settimana 1”;
  • Dal menu “Modifica” selezionare “Copia”;
  • Selezionare la cella A3 del foglio “Riepilogo”;
  • Premere “Invio”
  • Salvare il lavoro e chiudere.

Si raccomanda di conservare la cartella di lavoro appena creata perché verrà riutilizzata in seguito.

Creare una nuova cartella di lavoro

Nel momento in cui Excel viene caricato in memoria il programma crea automaticamente una nuova cartella vuota.

Il metodo più breve per creare una nuova cartella una volta aperto il programma è l’utilizzo del pulsante “Nuovo” presente sulla barra degli strumenti.

Il comando “Nuovo…” del menu “File” apre il riquadro attività mediante il quale si potrà creare una nuova cartella di lavoro (comando “Cartella di lavoro vuota”).

Interessante, inoltre, è il comando “Da cartella di lavoro esistente” che consente di creare una nuova cartella di lavoro acquisendo i contenuti di un’altra cartella memorizzata in precedenza.

Un intelligente utilizzo di questa funzionalità consente di risparmiare una notevole quantità di tempo.

Gestione dei fogli di lavoro

Si è detto in precedenza che una cartella di lavoro è costituita da uno o più fogli. Excel 2003 consente di inserire in una cartella un massimo di 256 fogli.

Distribuire i contenuti su più fogli conferisce al lavoro logica ed ordine. Si immagini, per esempio, di dover redigere un prospetto mensile di spesa ed un prospetto riepilogativo annuale. Niente di più logico che creare 12 fogli, uno per mese, più un foglio riepilogativo! Per default Excel crea cartelle di lavoro con tre fogli. Ma è facile mediante il menu Strumenti/Opzioni/Generale variare questo parametro.

Ridenominazione

Vediamo innanzitutto come conferire ai fogli un nome che meglio rifletta il loro contenuto. Per fare ciò è sufficiente un doppio click sull’etichetta del foglio e la digitazione del nuovo nome. I

n alternativa, la stessa operazione può essere eseguita mediante il comando “Rinomina” presente nel menu contestuale apribile con un click sull’etichetta col pulsante secondario (solitamente il destro!).

Spostamento

Per variare l’ordine di collocazione dei fogli è sufficiente trascinarne la linguetta col nome verso destra o sinistra e rilasciare nella nuova posizione.

Aggiunta e duplicazione

Per aggiungere un nuovo foglio di lavoro alla cartella basta cliccare col pulsante destro sulla sua linguetta e dal menu contestuale (clic destro…) scegliere la voce “Inserisci…”.

E’ inoltre possibile aggiungere un nuovo foglio duplicandone uno esistente. Per ottenere ciò è sufficiente trascinare la linguetta del foglio verso destra o sinistra tenendo premuto “Ctrl”.

Raggruppamento

Raggruppare due o più fogli di lavoro consente di agire in contemporanea sulle corrispondenti celle di tutti i fogli selezionati.

Un metodo per raggruppare più fogli è quello di cliccare sull’etichetta del primo e successivamente cliccare su ogni altro foglio tenendo premuto il tasto “Ctrl”.

In caso di fogli contigui è possibile cliccare sulla linguetta del primo foglio e cliccare sull’ultima linguetta del foglio da selezionare tenendo premuto il tasto “Maiuscolo”.

L’avvenuta operazione è certificata dalla dicitura [Gruppo] che appare sulla barra del titolo.

Per terminare la modalità raggruppamento:

  • cliccare sull’identificativo di un foglio non compreso nel raggruppamento:
  • oppure cliccare col pulsante destro sull’etichetta di un foglio raggruppato e scegliere il comando “Separa fogli”.

Spostamento e copia di contenuti

Una delle operazioni più comuni effettuate sui fogli di calcolo è la copia e lo spostamento di contenuti.

Si sono già esaminate in precedenza due tecniche di copia e spostamento:

  • Copia mediante utilizzo del quadratino di riempimento;
  • Copia mediante trascinamento del bordo della selezione con contestuale pressione del tasto “Ctrl”;
  • Spostamento mediante trascinamento del bordo della selezione.

Oltre a queste tecniche è possibile utilizzare i c.d. “appunti”, mediante i comandi Copia/Taglia/Incolla, comuni peraltro a tutte le applicazioni Windows e a Windows stesso.